REGIME IVA PER CASSA

VERSARE l’IVA solo quando viene incassata la fattura è un miraggio per molte imprese!! Il Decreto Sviluppo 83/2012 ha introdotto a partire dal primo dicembre 2012, il cosiddetto regime dell’IVA per cassa (cash Accounting), ovvero la possibilità per il contribuente titolare di Partita IVA di versare l’imposta sul valore aggiunto solo nel momento in cui incassa la relativa fattura. Come è noto l’IVA è una “partita di giro”, cioè la si incassa dal cliente e la si versa al fisco. Fino al 30 novembre 2012 e soprattutto in tempi di crisi e di mancati incassi, succedeva di dover anticipare allo Stato l’IVA, relativa a fatture emesse e non incassate. Con il nuovo regime, tutti i titolari di partita IVA che fatturano meno di 2 milioni di euro all’anno possono scegliere di applicare al versamento dell’IVA il principio di “cassa”. Con l’introduzione del “cash Accounting” l’Iva a debito può essere versata solo al momento dell’effettivo incasso della fattura. Il nuovo regime è opzionale: non è necessaria alcuna comunicazione preventiva, ma l’imprenditore o il professionista dovrà comunicare la sua scelta compilando il quadro VO della dichiarazione annuale IVA relativa al periodo d’imposta a partire dal quale decide di avvalersi del regime dell’IVA per cassa. E’ necessario, inoltre che le fatture emesse riportino il riferimento all’art. 32-bis del Dl 83/2012. Alcune operazioni non possono, però, beneficiare del nuovo regime:

  • quelle verso i privati non titolari di Partita IVA
  • quelle con regimi IVA speciali (es. agricoltura e agenzie di viaggi)
  • quelle ad esigibilità differita (forniture allo Stato ed enti pubblici, cessioni di prodotti farmaceutici);
  • le esportazioni e importazioni e gli acquisti e cessioni intracomunitarie.

Va comunque precisato che l’adozione dell’IVA per cassa da parte del fornitore non ha effetti sul cliente. Se anche quest’ultimo ha optato per il regime per cassa può “scaricare” l’IVA solo nel momento in cui paga la fattura; se il cliente, invece, non ha optato per il regime per cassa, può “scaricare” l’IVA dal momento dell’effettuazione dell’operazione (vendita o prestazione di servizi) in pratica quando riceve la fattura.

In ogni caso l’IVA va versata comunque dopo un anno dall’operazione anche se la fattura non è ancora stata incassata. Questa scadenza se da un lato può essere un’arma a doppio taglio poiché dà al creditore l’impressione di avere una disponibilità finanziaria maggiore di quella effettiva, dall’altro consente allo stesso di esperire ogni azione volta al recupero di quanto spettante in un arco temporale più o meno lungo.

Fonte: quotidianodelsud.it

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