Bar ed enoteche, basta discriminazioni

“Vietare l’asporto a bar ed enoteche dopo le 18 non ha alcuna attinenza con gli assembramenti, genera piuttosto concorrenza sleale e rappresenta un’ulteriore limitazione all’attività economica”. Questa è la valutazione di CNA Agroalimentare in merito all’art.1 comma 10 lett.GG del DPCM, richiamata nella circolare del Ministero, al punto “Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande”.

Proprio per segnalare questa errata interpretazione CNA Agroalimentare non ha tardato a inviare una nota al Capo Gabinetto del Ministero dell’Interno. Infatti, se la logica istitutiva è quella di evitare gli assembramenti, non si può scrivere che: “per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ateco 56.3 e 47.25 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18”.

Vietare l’asporto a bar ed enoteche significa che chi intende acquistare anche solo una semplice bevanda può tranquillamente recarsi al supermercato

invece di rivolgersi alle attività con ateco 56.3 e 47.25. Abbiamo, quindi, proposto al Ministero dell’Interno la seguente modifica: “per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ateco 56.3 e 47.25 dopo le ore 18 è vietato il consumo sul posto di bevande sia all’esterno che all’interno dei locali”. In questo modo, il solo asporto viene preservato mentre per evitare gli assembramenti si pone il divieto del consumo sul posto.

Fonte cna.it

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